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Storia

Un Hotel
da raccontare

Il garage d’auto


L’Hotel Toi è una piccola parte della storia di Canove. L’ala più antica dello stabile, dove si trova ora il Ristorante, risale infatti ai primi anni del 900′. Pionieri e avanguardisti, i nostri avi diedero vita al primo garage d’auto dell’Altopiano, conservando vetture del calibro della “Lancia Lambda”, della famosa “Balilla” e addirittura una limousine, chiamata amichevolmente “21OM”.

L’azienda era condotta da Antonio Ambrosini, chiamato dagli amici con l’appellativo “Toi”, che svolgeva assieme ad altri 3 autisti ed il figlio Luigi, il servizio di trasporto per l’aristocrazia in villeggiatura.

L’attività assunse tuttavia una piega piacevolmente inaspettata quando, grazie all’introduzione di nuovi pneumatici molto più resistenti, si iniziò ad accompagnare anche i proprietari delle malghe di alta montagna nelle loro magioni.

Antonio così cominciò a riportare in città grandi quantità di formaggi, mozzarelle, burro e altri latticini freschi d’alpeggio, che venivano poi venduti in pochissime ore alle porte del garage.

Era la Belle Epoche, Canove viveva già da anni la sua stagione dei pionieri del turismo, iniziata a fine Ottocento dopo la costruzione della ferrovia Schio-Rocchette-Asiago, con ospiti provenienti dalla pianura e perfino dall’Impero Austriaco che salivano a godersi il sole e lo spettacolo di queste montagne.

 

 

L’antica ferrovia

L’ex ferrovia Schio-Rocchette-Asiago, a scartamento ridotto e a cremagliera per il tratto che affrontava l’impegnativa salita del ‘Costo’, collegava la pianura padana all’Altopiano dei 7 Comuni.
Fu opera di ingegneria notevolissima, ideata con lungimiranza già a metà ottocento, ma realizzata nei primi anni del novecento, e rimasta in esercizio fino alla fine degli anni cinquanta.

 

L’inizio di tutto


I lavori per le fondamenta dello stabile anteriore iniziarono a Settembre del 1949, così a piccoli passi la famiglia “Toi” entrò nel mondo della ristorazione, iniziando con un bar inaugurato nel 1 Gennaio del 1950.

Spinti dalla passione per la cucina e dal duro lavoro, Antonio chiamato “Toi” e la moglie Rosa Costa, trasformarono presto l’attività in un piccolo ristorante, con qualche tavolo improvvisato nell’attuale reception dell’albergo.

In pochi anni la richiesta crebbe talmente tanto da costringere la famiglia ad allargare e ricollocare la prima sala ristorante nell’ex garage di autovetture.

Inoltre, fu ricavata una terrazza nella copertura del bar, ritrovo settimanale dei giovani del paese che si radunavano per ballare e stare in compagnia.

Alcune infiltrazioni d’acqua dovute all’accumulo di neve e alle variazioni di temperatura sollecitarono la costruzione di una struttura con tetto a spiovente. Negli anni 60’ fu costruita la prima ala dell’Hotel Toi, comprensiva di 9 camere con bagno (uno dei primi esempi in tutta la provincia) e una suite collocata all’ultimo piano.

Vista la fragilità della struttura dell’ex garage, l’intero stabile retrostante fu completamente demolito agli inizi degli anni ’70 e ricostruito dalle fondamenta, ricavando anche una spaziosa taverna al piano inferiore e la seconda ala dell’albergo che annoverava 8 camere aggintive.

Con il benessere del dopoguerra venne lo sci e dal 1950 per mezzo secolo l’Hotel Toi divenne riferimento per i soggiorni estivi ed invernali nell’Altopiano dei 7 Comuni.

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